Armand Morin Live! – seconda parte

Una settimana fa ti ho raccontato dell’Armand Morin Live! e di due insegnamenti che io e anche tu puoi mettere subito in pratica (marketing e il modello ADW-PO-LV-SA).

In questa seconda parte del mio reportage ti voglio parlare di argomenti meno pratici, ma forse anche più importanti. Ovvero, come pensa e si comporta un vero Internet guru USA.

Armand Morin fa 4 milioni con le affiliazioni

La modesta casa di Armand Morin

“Armand, you talked about affiliate marketing, but you really work with affiliate business?”

Si beveva una birra sabato sera e chi faceva la domanda (“Armand hai parlato di affiliazioni, ma veramente tu lavori con le affiliazioni?”) ero io, da buon italiano sospettoso.

E Armand, sorseggiando la sua Bud (“Only 2 words: bud… weiser” è il suo motto) mi risponde placido. “Of course, I make 4 millions with affiliate marketing”.

La notizia è per certi versi sconvolgente. Perchè le affiliazioni – lo so perché ho scritto la prima guida in Italia sull’argomento – sono un pò il business dei principianti. Un business online facile, ma che non porta grandi guadagni. Una mia stima che, per ogni prodotto che promuovi in affiliazione, puoi fare 200 Euro al mese (se usi il sistema Superaffiliato che spiego nella guida, altrimenti molto meno). Non sono soldoni anche se puoi aggiungere quanti business affiliati vuoi.

Nell’Internet Money vale la pena fare un pò di tutto

Ma non è questo il punto importante. Il punto importante è che Armand Morin dice questo: “non specializzarti, cerca di guadagnare online in tutti i modi possibili”.

E così lui, per esempio, compra e vende siti su eBay (è un argomento caldo negli USA, in Italia ancora non se ne sente parlare) e persino case su eBay. E in passato ha fatto soldi con i metodi per vincere al casinò tanto per dire. Oggi ha un business di software, infoprodotti, seminari live e subscription che gli portano gli altri 16 milioni di dollari (visto che ne fa 20 in totale).

Ed è, almeno per me, un insegnamento importante. Io tendo a specializzarmi in generale, ma su Interne effettivamente, anch’io provo un pò di tutto. Per esempio mi piacciono le affiliazioni, anche se sono conscio che si guadagna pochino. Mi piacciono molto gli infoprodotti, meglio se con il metodo “underachiever” (un giorno o l’altro ne parlerò), ma comunque lo trovi nei 6 Modelli di Internet Business. Mi piace meno Adsense, perché lo trovo un metodo “vago” (non sai mai quando guadagnerai e quanto), ma è indubbiamente un metodo che funziona, come spiega il mio amico Silvio. E faccio tutte queste cose. E tutto, come si suol dire, fa brodo. Business milionari no, ma Internet Money come piace a me (automatica il più possibile) certamente.

E se lo fa l’uomo da 20 milioni di dollari, se cioè si diletta a provare di tutto (basta fare il grano) allora possiamo farlo anche tu e io, no?

Morale 1: 

Sfrutta tutte le tecniche per creare Internet Money, tutto fa brodo.
Parola di Armand Morin, l’uomo da 20 milioni di dollari
(di cui 4 con le affiliazioni di ClickBank).

Internet Money USA: impressioni

Oltre al seminario ho avuto modo di parlare anche con tanti americani. Ho trovato guretti e principianti e mi sono fatta un’idea di Internet Money USA. E delle sue differenze con l’Internet Money che conosciamo e che possiamo fare qui.

Differenza 1: la scala fa la differenza

Parlo con Eric Louviere, un guru texano “di mezza classifica”, che comunque si porta a casa alcuni milioni di dollari (e se la tira bonariamente alla texana) e mi racconta come ha fatto. Faceva il copywriter per Mike Filsaime e gli ha proposto un’ideuzza, AffiliateSalesletters ovvero un subscription che ti dà lettere di vendita già pronte per prodotti affiliati, per il metodo Superaffiliato. Mike ha detto “ok, facciamola” e con la lista di Filsaime e dei suoi amici, bum! subscription da 30,000 dollari al mese.

Ecco questo è impossibile da fare qui in Italia, ragazzi. Mettiamo che ho l’ideuzza e la propongo a uno dei guru italiani (sono meno di 10) e loro ci mettono le liste. Risultato? Le liste sono 10-100 volte più piccole, il mercato è meno recettivo, se ci va bene facciamo qualche millino. Per carità, non ci sputiamo, ma non c’è la scala per fare i business milionari.

Cioè qui ti devi fare molto di più il culo per fare soldi online, paradossalmente, anche se la concorrenza è minore. E quindi massimo rispetto a chi tra i miei amici, fa dei bei soldi online (se mi leggono sanno di chi sto parlando). E massimo rispetto per te se ci stai provando e ti porti a casa qualche cento euro: non è facile e sei bravo.

Differenza 2: in USA l’internet money è sdoganato

Ok, come direbbe il mio amico Mario che fa il ricercatore di mercato “l’universo non è rappresentativo”. Cioè, è ovvio che se parli con gente che incontri a un seminario sul guadagno online, parli con gente che ha già fatto il salto, per loro l’internet money è una realtà.

Ma non è così semplice. Ho incontrato per lo più persone alle primissime armi e con un’idea abbastanza vaga di come avrebbero guadagnato online. Sapevano solo che l’avrebbero fatto, che guadagnare online è una realtà, che ci si devono mettere.

In questo sta una differenza con l’Italia: gli americani che si occupano di queste cose non si sentono “pionieri felici”, per loro è un modo di fare business, come aprire un bar. Ovvero non è che sono gratificati intellettualmente dal fatto che si occupano di Internet: vogliono farlo funzionare. Punto.

E la cosa strana era che gli europei (per lo più UK) presenti a Dallas, mancavano invece di questa pragmatica visione della cosa. Loro sì che si sentivano pionieri e già contenti di essere all’avanguardia.

Come vedo succedere in Italia, dove molti che si occupano di Internet Money si fanno un sacco di pippone sui metodi invece di cercare la strada più breve. Lo vedo quando faccio coaching personale e mi trovo a indirizzare persone che sennò si perderebbero nei meandri del “faccio il blog ma anche le affiliazioni, però voglio scrivere un ebook sulla mia passione…”. Come ho detto sopra tutto si può fare, ma iniziate da qualcosa che dia dei risultati. Perché come hobby l’Internet Money è bellissimo, ma come business lo è di più.

“Oh, beh è successo che…”

E concludo con la storia di Jay, ragazzo di origine orientale che ho incontrato al bar. Anche lui chiaramente guretto – circa 1 milione di dollari all’anno e 24 anni d’età – e perennemente con un bloc notes a prendere appunti.

Gli chiedo quando ha iniziato e mi dice “A 14 anni, ma non guadagnavo granchè: affiliazioni Clickbank prevalentemente”. “Ah, però, hai iniziato giovane” dico io pensando a mio figlio.

E poi gli chiedo: “Ma com’è che hai fatto il salto e hai iniziato a guadagnare seriamente online?”

“Oh, beh è successo che sono finito in galera. E allora ho pensato che dovevo fare qualcosa della mia vita. E mi sono messo a lavorare su Internet”.

E poi si mette a scrivere i suoi appunti, lasciandomi a pensare che, tutto sommato, ha avuto una bella idea per la sua vita e che questo è molto United States of America: Internet Money come una reale possibilità per crearsi la propria vita.

Però, credimi, anche se non sei stato in carcere, puoi farlo lo stesso. Anche in Italia.

Morale 2: 

Diventare RICCHI con l’Internet Money in Italia è molto difficile.
Ma diventare LIBERI si può.

>> Discuti su quest’articolo nel forum di Internet Money Italia >>
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20 Responses to Armand Morin Live! – seconda parte

  1. lorenzo says:

    Ciao Marco,
    ti seguo da un pò di tempo….. e ti faccio i miei complimenti per il tuo stile “schietto”…….concordo pienamente sul fatto che in Italia sia tutto molto diverso dagli USA, sia la scala delle proporzioni che proprio il “metodo” del fare business online.
    Qui da noi ci sono tante idee diverse, ognuna a suo modo prolifica, ma non so perchè il senso generale è che, dopo l’ottimismo iniziale, tutto svanisce dentro la solita bolla di sapone……
    Io sono arrivato alla conclusione che, per fare veramente business online, a prescindere dai soldi che si riesca o no a fare, c’è bisogno di molta passione, preparazione, dedizione e fatica, lasciando da parte la visione dei “cosiddetti soldi facili”…….. sigh, ciao e a presto Lorenzo C.

  2. Moreno says:

    Sono convinto che, quando supereremo la convinzione di essere pionieri (gratificante di per se), rimarrà un vuoto che farà riflettere.

    Sarà allora il momento di prendere una decisione:
    1. mollare tutto
    2. strutturare veramente un businness, che, benchè sia in Internet, richiede di seguire un percorso ben preciso, come se fosse un’attività offline. Un ottimo modo per fare chiarezza, seguendo un percorso a step, è quello di fare un businnessplan. Li si cominciano a scoprire quali sono le lacune da colmare. :)

  3. Speriamo che domani non si faccia arrestare nessuno sperando di iniziare a guadagnare su internet!
    :-D

  4. aljoscia says:

    Bell’articolo marco, in america sono molto più avanti in quanto a tecnologia e innovazione, c’è poco da fare, personalmente parlando con gli amici della mia attività in internet sono di uno scetticismo incredibile, mi ripetono continuamente, ma lascia stare cercati un “lavoro”, stai solo sprecando i tuoi soldi e il tuo tempo…
    Insomma si parla sempre delle solite cose, sono stato più volte sul punto di mollare tutto, ma anche se ho sempre guadagnato poco, vado avanti per la mia strada e ogni giorno imparo sempre qualcosa di nuovo sul business online.
    C’è da dire però che in Italia c’è ancora molta confusione, un novizio fa fatica ad orientarsi, naturalmente ci sono prodotto validi che ti aiutano ad orientarti come “I 6 modelli di internet business” di Italo Cillo, che reputo fondamentale per chi vuole intraprendere questo tipo di attività. Io mi sono affacciato a questo “mondo” circa 2 anni fa e allora era ancora più difficile capire da dove iniziare, infatti ho iniziato a capire meglio come muovermi solo dopo aver letto “I 6 modelli di internet business”, prima avevo una confusione in testa incredibile, ma ora piano piano sto iniziando ad intraprendere una strada diversa.

  5. Ciao Marco,
    come al solito ottimo articolo ed è sempre un piacere leggerti.
    Approfitto per condividere la mia idea che si fa sempre più una convinzione dentro di me.
    Il più grosso problema di noi italiani e che vediamo internet come il paese delle meraviglie dove vigono regole diverse dal mondo reale.
    Così se nel mondo reale è impensabile aprire un business e rientrare degli investimenti in meno di due anni, su internet si vuole creare un business senza investire ne tempo e ne denaro e si vogliono guadagni subito !!!
    Purtroppo sono sempre di più quelli che partono motivati e poi dopo 1/2 settimane in cui sono diventati ancora milionari si convincono che internet non funziona !!!
    Ovvio che poi chi guadagna su internet siamo davvero pochi in Italia, e sono convinto che quei pochi che guadagnano si sono fatti e probabilmente si fanno ancora un c—o così ! :) … o mi sbaglio?

  6. imimaster says:

    L’approccio a Internet in Italia e’ molto cabalistico, a meta’ tra il gratta e vinci e la catena di sant’antonio. Perche’? Secondo me perche’ manca in Italia una vera cultura del business.

    C’e’ cultura artigianale e specialistica e c’e’ cultura commerciale, ma quel punto di vista che fa valutare l’opportunita’ di business per il ritorno che puo’ dare, al di la’ delle passioni, della capacita’ tecnica, del protagonismo, manca.

    A questo si aggiunge che per noi l’informazione non e’ prodotto, ma deve essere “alta”, “accademica”, oppure sono americanate. Tra i miei amici in USA e’ normale comprare manuali per imparare cose, tra i miei amici italiani e’ una rarita’, eventualmente romanzi, possibilmente di autori colti.

    E finisco con il fatto che la tecnologia in Italia e’ sempre vissuta come aliena. Paradossalmente, perche’ ricordo una statistica che diceva come l’Italia sia tra i paesi con la maggior diffusione di gadget elettronici. Ma appunto, gadget devono essere, giocattoli. La tecnologia non e’ strategica in Italia perche’ va contro il nostro atteggiamento orientato alla salvaguardia del passato, in tutti i campi.

    Internet non e’ magico. Internet ha solo il grande vantaggio di abbassare enormemente la soglia di accesso alla creazione e gestione di un business. Ma bisogna entrare nell’ordine di idee di fare un business.

  7. Alessio Farinella says:

    Ciao a tutti e ciao Marco,
    non dirò nulla di nuovo, ma credo che ogni attività umana abbia bisogno di tempo, atteggiamento sogni, obbiettivi e focalizzazionie.
    non esistono soldi facili per chi non ha ancora fatto il percorso.
    lo sono per chi è pronto e che il percorso lo ha fatto.
    allora forse sono facili.
    sono facili perchè ragioni in una corsia preferenziale e hai una visione che altri non hanno.
    e internet money, essendo un business, che da questo punto di vista è tradizionale, come ogni attività di valore del resto, ha bisogno di questo.
    sono un netrwork builder e lavoro in quella scatola che mal rappresenta le singole realtà, di quello che viene chiamato MLM, e so che il successo e l’eccellenza non sono mai un caso.
    non capisco perchè l’internet money dovrebbe essere diverso.

  8. Gregory says:

    Sei un vuisionario !
    “Se tutti potessero vedere un opportunità non ci sarebbe opiu opportunità”
    Ecco perche ci sono imprenditori di successo..
    Coomunque grazie per averci dato un gran bel riassunto dal tuo sioggiorno negli USA;
    gl

  9. billico says:

    Ciao Marco ne approfitto per salutarti visto che ci siamo sentiti circa 2 mesi fa.

    Come sai mi sto occupando con il mio Team sempre più numeroso di diversi Business in svariate nicchie di mercato, c’è moltissimo da fare in Italia, la cosa difficile è scovare le nicchie giuste.

    Una volta trovate il gioco è fatto, continuo a studiare e a far studiare il mio Team, questo è un lavoro dove non si finisce mai di imparare.

    Consiglio anche di studiare studiare e poi ancora studiare e investire investire e poi ancora investire, dopo un anno che si studia e si investe se ci si è impegnati per sviluppare il proprio business si iniziano a raccogliere grandi frutti, se ci si arrende prima, ahimè si è perso tutto.

    Le Aziende e il Business Internazionale, le nicchie di mercato e la musica è ciò che amo e ho voluto con il mio corpo e la mia mente farli diventare i miei lavori.

    Volere è potere, Buon Business a tutti.

    Mitico Marco

    Ciao A Tutti.

    Alex Billico.

  10. Dico che sei semplicemente un grande e grazie anche ai Tuoi consigli, mi sono sempre + focalizzato in una nicchia particolare…

    Grazie Marco, un grazie du cuore…

    Giancarlo Fornei
    Formatore Motivazionale & Mental Coach
    “Che aiuta le donne a creare autostima e raggiungere un obiettivo in 5 passi”

  11. Mauro says:

    Concordo con Marco, in USA la storia e’ ben diversa e chissa’ quando raggiungeremo la stessa mentalita’ in Italia, forse mai, siamo Italiani, mica Americani, anche se in altri stati d’Europa e’ ben diverso.

    Quindi a questo punto del mio personale percorso direi:
    - dato che in Italia puoi fare internet money MA l’italiano medio preferisce toccarle le cose, assaggiarle, annusarle, e’ preferibile affiancare anche un marketing offline.
    - dobbiamo per forza rimanere ancorati all’Italia? Stati europei come Germania e Francia sembrano piu’ open minded sotto questo punto di vista (a feeling mio personale, naturalmente), quindi perche’ non buttarsi? Con internet non ci sono piu’ confini, basta conoscere un poco di Inglese e si parla con quasi tutti (tranne che con i francesi….ehehe).

  12. imimaster says:

    Ho esperienza diretta di business Internet Money trapiantati in Francia, Spagna e Germania. I miei risultati sono inferiori a quelli italiani, il che significa che non e’ cosi’ facile (come pensavo) trapiantare l’esperienza in altre lingue. Sara’ banale, ma fare marketing nella propria lingua funziona meglio.

    Esperienza diretta: stavo per lanciare una versione tedesca di un business. Ho cambiato traduttrice e sembrava tutto a posto. Casualmente faccio leggere la lettera a una madrelingua e mi dice “sembra scritto da un turco tradotto dall’albanese”. Capite il problema? Io non so il tedesco, per me traduzione buona o cattiva sono indistinguibili. E lo stesso vale sicuramente per le Adwords, chissa’ quanto sarebbero ottimizzabili da un madrelingua.

    Quindi, certo, c’e’ l’Europa, ma Europa significa diverse lingue e significa, come minimo, costi piu’ alti di traduzione, rispetto a fare le cose in inglese. E per un mercato (online) piu’ piccolo di quello USA/Resto del mondo inglese).

    Per cui, estero senza dubbio, ma l’opportunita’ europea, sulla carta validissima, non e’ cosi’ dietro l’angolo. Paradossalmente, e’ piu’ vicina l’opportunita’ USA.

  13. daniele says:

    Ciò che non convince è che molti iniziano business su internet il cui prodotto è insegnare a fare soldi con Internet et similia (sviluppo personale e coaching sempre conl’obiettivo di sviluppare le risorse adeguate per prosperare su internet).
    Italo Cillo invita ciascuno a far leva sulle proprie passioni per sviluppare una fonte di guadagno.
    Sarebbe bello e “motivante” poter leggere la testimonianza di qualcuno che ha avviato un’attività prospera vendendo qualcosa di diverso rispetto a metodi per guadagnare online.
    Fino a quando non usciamo da questa autoreferenzialità (io che faccio soldi insegnandoti come fare i soldi, insegnando come fare soldi…..) il tutto non è credibile perchè limitato nei numeri. Una volta che molti avranno imparato ad insegnare agli altri, a chi potremo insegnare?
    C’è qualcuno che ha un’attività di vendita di ebook che insegnano, che so, a coltivare e mantenere un orto?
    Si faccia vivo!

  14. Marco says:

    Ciao Marco,

    E’ stato detto molto sul fare Business in Italia, ma tu hai centrato un pò il problema del perché non decolla…50 milioni di persone che parlano Italiano contro 2 miliardi che parla o capisce l’Inglese.

    Sarà questo?

    Lo stesso Adsense per la stessa nicchia e gli stessi visitatori, ha un guadagno diverso, dal sito Italiano a quello Inglese.

    Come dice giustamente Alex…Studiare…Studiare…Investire tempo e denaro.

    Buon Business a tutti.

    Marco

  15. imimaster says:

    I numeri sono un limite molto rilevante.
    Diciamo che se fai business da grandi numeri (es: Adsense e Affiliazioni base) e’ difficilissimo fare bene in Italia: devi essere veramente bravo.
    Se invece riesci a sfruttare il rapporto tra domanda e offerta favorevole (piu’ gente che cerca che cerca rispetto all’offerta di siti/prodotti) allora puoi avere risultati anche in Italia.
    Quindi direi che il business da fare online in Italia e’ quello degli infoprodotti, piu’ che Adsense o Affiliazioni.

  16. Matteo says:

    Salve a tuti, ciao Marco. Sono circa 2 anni (tra alti e bassi) che seguo l’IM e tirando un po’ le somme, ho “estrapolato” alcuni punti. Uno di questi mi vede in accordo con Daniele, di qualche post più sopra…

    Ormai penso sia assodato che un’attività online sia paragonabile ad una offline per molti aspetti… Se voglio cioè ottenere dei risultati in maniera legale ed onesta, mi devo applicare in entrambi i casi: tempo, sforzi, sacrifici, tanta passione ed un pizzico di fattore C. Entrambe poi, presentano naturalmente i relativi pro e contro.

    Detto questo, mi sembra però che tutto il “mega business” che si è creato, ruoti attorno ad un denominatore comune: insegnare a far guadagnare gli altri. Non voglio assolutamente insinuare che sia tutta una bufala -sia chiaro- ma analizzando i vari prodotti venduti dai vari esperti dei vari settori, mi sembra che sia questo il vero business.

    ATTENZIONE: alcuni prodotti sono DAVVERO VALIDI (vedi i tuoi, vedi Marsala, vedi Forconi…). La mia non voleva essere assolutamente una critica. Però sembra che in alcuni casi, il grosso del guadagno derivi dal far leva non tanto sulle proprie passioni, quanto sull’insegnare metodi di guadagno. Magari mi sbaglio e molti hanno proprio la passione per insegnare questo argomento, non so ;)

    Piacerebbe anche a me vedere degli esempi di persone che “hanno fatto i soldi online” puntando solo sulla propria passione. Che so: il programmatore che monetizza le prorie conoscenze in ambito SW e dallo stipendio di 1.200 € mensili passa a 5/10/20.000… Se poi il discorso diventa: guadagni 1.200 anche online, ma non hai più il capo che ti stressa, lavori di notte e ti alzi a mezzogiorno, ecc, allora beh li sono d’accordo che ci puoi (quasi) tranquillamente riuscire. Però appunto diventi LIBERO (come appunto dici spesso tu) e non milionario come i guru prospettano. Sia chiaro che sarebbe cmq un BEL passo :)

    Mi scuso per la lunghezza del post, ma non sono mai intervenuto prima, quindi ho “buttato fuori” un po’ di pensieri. Un saluto e complimenti ancora: ti considero uno tra i più validi ed interessanti personaggi di questo affascinante mondo online, perchè ti aggiorni, sperimenti, studi continuamente ed in fondo stai anche a sentire le nostre “menate” :)

  17. imimaster says:

    Non sono menate Matteo, sono il motivo principale per cui faccio Internet Money Italia (sapessi i miei amici “guru” quanto mi prendono in giro… “ma che stai a perdere tempo a fare il giornalista…”).

    Io scrivo qui (e come vedete mi sto impegnando per essere puntuale ogni settimana con un articolo) proprio perche’ mi piace il feedback.

    L’argomento era cosi’ interessante che stavo quasi per inviare il commento quando mi son detto: ma qui tanto vale che ci faccio un articolo! E quindi ho scritto un editoriale sull’argomento:

    http://internetmoneyitalia.com/cms/rubriche/editoriale-rubriche/ma-allora-qui-guadagnano-solo-i-venditori-di-tende-e-picconi/

    Marco

  18. Enzo Morales says:

    Il business non decolla perchè tutti cercano di seguire la strda di Italo Cillo, ammirevole e pioniere che però ha fatto arricchire solo lui e nessu altro, gli atri tentano sempre con gli stessi strumenti squeze page, landing page,sales page e menate varie ma alla fine se riesci a recuperare le spese per avviare il tutto è un successo. L’idea della “cerchia ristretta” non funziona , non alletta perchè non accettabile il fatto che devo pagare per accedere a delle informazioni americane masticate e digerite all’italiana. Mi spiace che anche Robin Good ( lo ammiro molto e sono un suo fan) partito benissimo però con questo Pop adesso sta facendo un altra cerchia ristretta…. Oggi la strada da intraprendere è un altra , è quella Social, della condivisione, la strada del “facciamo un cammino insieme” perchè se hai cose da raccontare e o hai dei contenuti alla fine sarò io a chiederti di darmi di più e quindi ti pagherò molto volentieri, dopo che però sono riuscito a guadagnare grazie a te . Un esempio concreto? per me lo è Max Soldini, che mette a diposizione video, lezioni di vita e webinar gratuiti per consentirti di imparare il trading intraday, io grazie a lui ho imparato delle techiche “idiote” che mi consentono di guadagnare. Questa è la strada, praticamente indicare un metodo pratico, applicarlo, guadagnare e poi affiliarsi.

    • imimaster says:

      “Max Soldini, tutto quello che sa, gliel’ho insegnato io!”. E’ un po’ una battuta, ma c’e’ qualcosa di vero: il “Max” ha partecipato al mio seminario Internet Money e se all’inizio era molto critico, alla fine i contenuti gli sono piaciuti. Detto questo, non gli ho certo insegnato tutte le cose “social” che sta facendo ora e in cui e’ molto bravo.
      Enzo, il problema di fare le cose “facciamo un cammino insieme, tutti amici, bello” e’ molto banale: come ci guadagno dal know-how? Il business model di “Max” io non lo conosco, non lo capisco, magari ci sara’, magari e’ solo un filantropo (ma non credo). Il business model di Cillo e di TUTTI gli internet marketer di TUTTO il mondo e’: so delle cose, mi paghi, te le insegno. E’ il business model che funziona fin dall’antica grecia, quando li pagavano in olive e pecorino, ma non cambia.
      Dire “facciamo tutto social, condividiamo” e’ bello e moralmente condivisibile, ma non paga le bollette, molto prosaicamente. L’informazione e’ merce e non trovo niente di male a farsi pagare da chi non sa per insegnare cio’ che io so.

      Detto questo… perche’ io – che pure ho un po’ “dato il via” a tutto sto ambaradan – non ho fatto un programma di membership sul guadagno online? Ho pure un bel brand “Internet Money Italia”. E allora, perche’ non ho mai fatto niente?

      Te lo dico: perche’ non ho trovato la quadratura del cerchio. Non ho trovato il modo di insegnare a chi ne ha piu’ bisogno riuscendo a ricavarne qualcosa per me, per sfamare figlio e gatto. Chi ne ha piu’ bisogno sono disoccupati e disoccupate, pensionati, studenti, chi non ha un reddito o comunque non riesce a guadagnare abbastanza o e’ stato colpito dalla crisi. Queste sono le persone che piu’ hanno bisogno di imparare a guadagnare online, non certo quelli che possono spendere graziosamente qualche centone al mese per far parte di un membership.

      Come dare contenuti utili, alla portata finanziaria di tutti facendolo comunque diventare un business che giustifichi tempo e impegno? Io non ho ancora una risposta, anche se un’idea ce l’ho e la sviluppero’ all’inizio del prossimo anno.

      Mi piace molto questa discussione, ma la soluzione ” tutto gratis, tutto social, evviva, siamo tutti amici” non mi convince per niente.

  19. Enzo Morales says:

    Mi piace la tua risposta e la tua onesta dichiarazione”Te lo dico: perche’ non ho trovato la quadratura del cerchio.”, conferma la mia idea di fondo; certo non condividi la filosofia del free ma osserva che tutto ciò che funziona in internet è partito e rimane free (you tube, facebook, google) certo poi si arriva al giorno che incassi (pubblicità adsense etc), ma è necessario costruire la community, questo è fondamentale per ogni sviluppo. Sarei il primo a pagare molto volentieri se il partecipare ai tuoi corsi mi dà dei vantaggi concreti, per esempio se le tue lezioni sull’oro e argento mi consentono di diventare consulente e diventare esperto nella scelta degli agenti di cambio, nel sapere dove depositare,nella scelta del broker etcc. Applicare prima e poi pagare ( metodo san tommaso non ci credo se non vedo) questo è modello vincente e il gruppo diventerà il tuo primo promotore commerciale delle tue attività, basterebbe incrementare questo blog con dei video,con facebook,con webinar saremo sulla strada buona…è quello che fa Max in poche parole, il suo business model è molto chiaro ,i suoi fan diventano i suoi migliori collaboratori sia per migliorare il trading sia per trovare nuove opportunità di saldo e stralcio immobiliare, da vero signore quale è, proprio il contrario di quel tuo amico “guru” di colore arancio che ti fa pagare anche l’aria che respiri…

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